In Italia, così come in Inghilterra, Francia, Germania e Spagna, le trattative si sono concluse il 1° settembre:
- alle 20.00 per Serie A, Ligue 1 e Bundesliga;
- alle 19.00 locali per la Premier League;
- alle 23.59 per la Liga.
La fotografia del mercato europeo è quindi ormai definitiva, ma il calcio internazionale continua a muoversi.
Dove il mercato è ancora aperto
In Turchia ci sarà tempo fino al 12 settembre per chiudere operazioni in entrata e in uscita, e lo stesso vale per la Grecia. In Portogallo la finestra resterà aperta fino al 15 settembre, mentre in Arabia Saudita si potrà trattare fino al 10 settembre.
Altri Paesi hanno date intermedie: il mercato in Austria si chiuderà il 5 settembre, quello di Croazia e Ucraina il 6 settembre, mentre in Serbia ci sarà tempo fino al 17 settembre e in Israele addirittura fino al 21 settembre. Brasile e Norvegia, invece, hanno chiuso la propria sessione il 3 settembre.
Le ragioni delle diverse scadenze
Queste differenze di calendario dipendono da scelte federali e da esigenze logistiche, con l’obiettivo di agevolare i club locali o sincronizzarsi con competizioni internazionali. È il caso, ad esempio, dell’Italia, che aveva anticipato una mini finestra di giugno per consentire ai club impegnati nel Mondiale per Club di muoversi in anticipo.
Le ultime opportunità per i club
Con il mercato europeo chiuso, diversi giocatori restano in bilico e potrebbero approfittare di queste finestre più lunghe per trovare una nuova sistemazione. È il caso di profili come Raheem Sterling o Axel Disasi, che non possono più trasferirsi in Premier League ma restano appetibili per club turchi, greci o sauditi.
Il recente trasferimento di Ederson al Fenerbahçe dimostra quanto questi mercati possano diventare strategici anche dopo il “gong” europeo.
