Chivu frena sul mercato: cos’ha detto il tecnico dell’Inter

christian chivu



Alla vigilia della sfida contro l’Atalanta, Cristian Chivu ha fatto chiarezza sul momento dell’Inter e sulle voci di calciomercato. In conferenza stampa ad Appiano Gentile, il tecnico nerazzurro ha scelto una linea netta: “Parlare di mercato non è bello per un allenatore, sembra mancare di rispetto ai giocatori che ho a disposizione”.
Un messaggio che lascia intendere come il tema sia caldo, ma volutamente tenuto fuori dal dibattito pubblico.

Frattesi gioca poco, ma “la verità resta nello spogliatoio”

Tra i temi più delicati c’è quello legato a Davide Frattesi. Chivu ha riconosciuto che il centrocampista ha avuto meno spazio del previsto, ma ha anche aggiunto un passaggio significativo:
“Non tutto si può dire, certe cose restano nello spogliatoio”.
Una frase che apre a più letture e che conferma come la situazione di Frattesi sia più complessa di quanto appaia dall’esterno. Al momento l’idea di utilizzarlo largo a destra non è stata presa in considerazione, mentre resta un’opzione più avanzata, sotto la punta.

Un’Inter in ricostruzione mentale

Chivu ha poi allargato il discorso alla squadra nel suo insieme, parlando di un inizio difficile legato al peso emotivo della scorsa stagione:
“Abbiamo fatto di tutto per rimetterci in carreggiata, aggiungendo qualcosa dal punto di vista tattico e mentale”.
L’obiettivo è chiaro: uscire dalla zona di comfort, correggere difetti collettivi e individuali e mantenere alta l’ambizione, senza cercare alibi.

Dumfries, alternative e fiducia nei giovani

Sull’assenza di Dumfries, Chivu ha difeso Luis Henrique, chiedendo tempo e pazienza, e ha sottolineato i segnali positivi di Diouf quando chiamato in causa. Buone notizie anche per Calhanoglu, tornato pienamente disponibile, e per Martinez, destinato ad avere ancora spazio dopo i segnali incoraggianti in Supercoppa.

Messaggio finale: identità e responsabilità

Il tecnico nerazzurro ha chiuso con parole forti sulla sua visione:
“Accetto critiche, etichette e distorsioni della realtà. So chi sono e la mia dignità non è in vendita”.
Un manifesto chiaro: l’Inter è un cantiere aperto, ma con identità, ambizione e responsabilità condivise. Il mercato verrà, ma prima viene il campo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *