“Così mi preparo agli ultimi giorni di mercato”: la folle (e surreale) routine di un esperto di calciomercato a pochi giorni dagli ultimi giorni di trattative

C’è chi si prepara a una maratona, chi a un esame universitario, chi al matrimonio. E poi c’è chi si prepara… agli ultimi giorni di calciomercato. Per i giornalisti TV è il periodo più adrenalinico dell’anno: notti insonni, telefonate a raffica, collegamenti da aeroporti e hotel, news che cambiano in un secondo.

Ma dietro le quinte c’è chi vive questa fase come un vero rito personale. Routine maniacali, dettagli bizzarri, scaramanzie degne di un centravanti superstizioso. Abbiamo raccolto il racconto – surreale ma non troppo – di un noto volto televisivo del calciomercato, che ci ha svelato la sua preparazione “speciale” per arrivare lucido, brillante e… sempre in diretta.

Intervistatore – Partiamo subito: grazie per averci concesso l’intervista, ma perchè hai chiesto l’anonimato?

Giornalista TV – Perché voglio dirti tutto, ma proprio tutto. Pure i segreti più intimi. E per quelli non deve esserci nome e cognome.

Intervistatore – Nemmeno la testata?

Giornalista TV – Nemmeno quella, a maggior ragione quella. Non si sa mai…

Intervistatore – Partiamo subito: come vivi gli ultimi giorni di calciomercato?

Giornalista TV – Come un monaco zen… in vacanza a Las Vegas. Mi alzo presto, faccio meditazione, poi controllo le chat di WhatsApp dove ho più fonti che parenti.

Intervistatore – Preparazione fisica?

Giornalista TV – Spa tutti i giorni, sauna, bagno turco e massaggi decontratturanti. La lampada? Un giorno sì e uno no: in tv non puoi sembrare un cadavere, devi brillare più del cartellino di un nuovo acquisto.

Intervistatore – Alimentazione?

Giornalista TV – Frullati e budini proteici, insalate e niente alcol. Una volta ho bevuto mezzo bicchiere di vino in più a cena e poco dopo dopo ho annunciato una trattativa mai esistita. Per fortuna era il collegamento dell’1 di notte e nessuno se n’è accorto.

Intervistatore – E il lato sentimentale?

Giornalista TV – In quei giorni frequento diverse donne. Diciamo che è il mio modo di “fare scouting”: tengo i nervi rilassati e il telefono carico. Una volta, lo ammetto, ho dato una notizia di mercato in diretta… dal letto. Ma in quella circostanza era per una radio, potevo permettermelo. Mi ha scritto poco dopo il conduttore capendo la situazione: ‘Eri bello carico eh?’. Effettivamente…

Intervistatore – Abbigliamento per le dirette?

Giornalista TV – Di solito mi affido alla mamma, ma in questi giorni no. In tintoria porto tutto: abiti, camicie, perfino le cravatte. Non posso permettermi una piega storta. Devo essere impeccabile.

Intervistatore – Kit di sopravvivenza?

Giornalista TV – Profumo, deodorante e spazzolino. Mai si sa: potresti fare un collegamento da un ristorante, dall’aeroporto o persino dall’ascensore di un hotel. Io sono pronto. Anzi, devo essere pronto.

Intervistatore – Tecnologia?

Giornalista TV – Ho già ordinato tre caricabatterie su Amazon. Uno nello zaino, uno in macchina e uno… sotto il cuscino. L’ansia di svegliarmi con lo smartphone a zero è peggio di un rigore sbagliato al 90’.

Intervistatore – Quante ore dormi in quei giorni?

Giornalista TV – Dormo a rate. Venticinque minuti qui, quaranta là. Sfrutto anche qualche pisolino nell’hotel del mercato. Ho sviluppato un orecchio bionico: mi sveglio solo al suono della notifica WhatsApp e del frigorifero che si apre.

Intervistatore – C’è un rito scaramantico?

Giornalista TV – Certo: la notte prima del 31 agosto faccio tre giri di corsa intorno a casa con il microfono in mano. Se non lo faccio, so che il colpo dell’anno mi scappa.

Intervistatore – Il tuo peggior incubo?

Giornalista TV – Restare senza campo. Meglio perdere la valigia, il portafogli o la dignità, ma mai la linea.

Intervistatore – E la tua più grande soddisfazione?

Giornalista TV – Quando entro in diretta con la notizia che tutti cercano. In quel momento mi sento come un centravanti che segna al 93’: sudato, felice e con il gel ancora perfetto. E sono certo che lunedì qualcosa succederà.

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