Criscitiello durissimo su un ex top club di serie A: ‘Va cambiato tutto!’

Nel dibattito sempre più acceso intorno alla Fiorentina, le parole di Michele Criscitiello (che ieri ha perso una colonna importante, qui per leggere) sono destinate a fare rumore. Un’analisi dura, senza sconti, che tocca allenatore, dirigenza e soprattutto lo spogliatoio. Secondo il direttore di Sportitalia, il problema viola non è mai stato davvero tecnico, ma strutturale. E oggi il tempo degli alibi sembra finito.

Il bersaglio non è solo la panchina, ma un intero sistema che non ha funzionato. Per Criscitiello, la crisi della Fiorentina è figlia di scelte sbagliate, decisioni rimandate e di una squadra che, nei momenti chiave, avrebbe smesso di seguire chi era chiamato a guidarla.


Criscitiello Fiorentina: “La colpa non era di Pioli

Nel suo intervento su Sportitalia.com, Criscitiello sulla Fiorentina è chiarissimo: Stefano Pioli non era il problema. L’allenatore, finito al centro delle critiche nei mesi più complicati, sarebbe stato lasciato solo da una parte dello spogliatoio e da una struttura dirigenziale non all’altezza.

Secondo Criscitiello, alcuni giocatori della Fiorentina avrebbero addirittura smesso di seguirlo, creando una frattura interna che ha compromesso risultati e identità. Un’accusa pesante, che ribalta il racconto più diffuso e riporta la responsabilità sulle dinamiche interne e sulla gestione del gruppo.


Fiorentina mercato dirigenza: via Goretti e reset necessario

Altro punto centrale nell’analisi di Criscitiello riguarda la dirigenza della Fiorentina. Il nome di Goretti viene indicato come simbolo di una struttura inadatta a sostenere un progetto ambizioso in Serie A. Per il giornalista, serve un cambio netto: via chi non è pronto per certi livelli e un vero reset Fiorentina.

Il mercato della Fiorentina, secondo questa lettura, è stato guidato senza una visione chiara, accumulando errori invece di costruire una squadra solida. Senza un intervento deciso, il rischio è quello di restare intrappolati nella mediocrità, lontani dalle ambizioni europee che una piazza come Firenze pretende.

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