EDITORIALE | Fiorentina, da sogno europeo a rischio smarrimento: Firenze merita di più

C’è un’aria strana quest’anno a Firenze. Dopo anni vissuti tra promesse di crescita, finali sfiorate e ambizioni europee, la Fiorentina si risveglia in un clima di ridimensionamento che lascia l’amaro in bocca. Le scelte recenti della società — Paolo Vanoli in panchina e Roberto Goretti come direttore sportivo — raccontano più di mille dichiarazioni: la sensazione è che il club stia imboccando la strada della prudenza. O forse della rassegnazione.

Non si tratta di mettere in dubbio la professionalità dei nuovi arrivati: Vanoli ha mostrato buone cose tra Venezia e Torino, Goretti è uomo di campo, serio e competente. Ma in una piazza come Firenze, dove la passione brucia 365 giorni l’anno, serviva un segnale forte, un nome capace di accendere di nuovo l’entusiasmo dopo l’inizio-choc del Pioli 2.0. Invece, il messaggio arrivato è quello di una società che sembra guardarsi più alle spalle che avanti, più preoccupata di non cadere che desiderosa di volare.

Un ridimensionamento che sa di resa

Dopo l’addio di Palladino la scorsa estate, il ciclo sembrava maturo per un salto di qualità: consolidare la Fiorentina tra le prime sette, dare continuità in Europa, alzare finalmente un trofeo. Pioli, la scorsa estate, se l’era anche presa quando qualche suo collega non aveva inserito la sua Viola tra le candidate all’Europa importante. Non ha vinto nemmeno una partita la Fiorentina e la Serie B sembra più vicina di quanto si pensi. E qual è stata la reazione di Commisso?

Prendere Vanoli e Goretti che saranno anche due profili solidi, ma lontani da quel carisma che serve per trascinare una piazza unica come quella viola. E il rischio, oggi, è di scivolare in quella terra di mezzo che tante squadre hanno già conosciuto: troppo forti per retrocedere, troppo deboli per sognare.

Firenze non è una città che accetta il grigio. È una piazza che vive di emozioni, di sfide, di sogni. E in questo momento, quei sogni sembrano messi in stand-by, congelati da una proprietà che non riesce a trovare la giusta ambizione.

Firenze merita di più

La verità, nuda e cruda, è che Firenze merita di più. Merita una dirigenza che creda davvero nella possibilità di costruire qualcosa di grande, un allenatore che parli alla pancia del tifo, un progetto che guardi alla Champions, non alla salvezza. Perché la storia viola è fatta di cadute e rinascite, ma sempre con la testa alta e il cuore acceso.

Oggi la Fiorentina ha bisogno di ritrovare identità e coraggio. Se questa sarà davvero la stagione della transizione, allora che lo sia con dignità e chiarezza, non con l’illusione del “vediamo come va”. Perché il rischio, se si continua a navigare a vista, è che il sogno viola si spenga lentamente. E Firenze, città di arte, passione e orgoglio, non lo merita davvero.

di Stefano Peduzzi

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