Il mercato invernale del Milan si chiude con una valutazione sospesa tra il buono e l’incompiuto. Il voto finale è 5,5, figlio di un bilancio che tiene conto di quanto fatto, ma soprattutto di ciò che non è stato fatto. I rossoneri avevano l’occasione di sistemare alcune lacune strutturali della rosa, ma hanno scelto una linea prudente che, alla lunga, rischia di presentare il conto.
La chiusura della sessione alle ore 20 ha lasciato il Milan come protagonista mancato delle ultime ore, soprattutto per l’affare Jean-Philippe Mateta, prima impostato e poi clamorosamente saltato.
Fullkrug, l’acquisto giusto al momento giusto
Dal punto di vista degli acquisti, il Milan ha comunque centrato un obiettivo importante. L’arrivo di Niklas Fullkrug ha risposto a un’esigenza evidente: serviva una prima punta e il centravanti tedesco era già a disposizione di Massimiliano Allegri a inizio gennaio.
Nonostante l’inconveniente del dito rotto, Fullkrug ha dimostrato subito la propria utilità, risultando decisivo con il gol vittoria contro il Lecce che ha fruttato tre punti pesantissimi. Un innesto funzionale, concreto, che ha dato immediatamente un senso all’operazione. Per rendimento e tempistiche, l’acquisto merita una valutazione positiva.
Il caso Mateta e la figura mancata
A pesare sul giudizio complessivo è però il capitolo dei mancati acquisti, e in particolare la gestione della trattativa Mateta. Il Milan aveva impostato l’operazione, l’aveva portata molto avanti, salvo poi fermarsi in extremis. Una scelta motivata da valutazioni mediche, ma che all’esterno ha comunque restituito l’immagine di una trattativa gestita male nei tempi e nella comunicazione.
Non è solo una questione di immagine. Il mancato arrivo di Mateta ha lasciato scoperta un’area del campo che il Milan aveva individuato come prioritaria, alimentando la sensazione di un’occasione sfumata senza un vero piano B.
Il vero problema: la difesa rimasta invariata
Se c’è un reparto che più di tutti avrebbe avuto bisogno di rinforzi, quello è la difesa centrale. Il Milan non ha fatto nulla in quel settore, ed è qui che nasce la vera insufficienza del mercato rossonero.
Basta immaginare uno scenario neanche troppo estremo: uno tra Tomori, Pavlovic, Gabbia o De Winter squalificato, l’altro indisponibile per influenza o acciacchi. Le alternative diventano improvvisamente limitate, se non improvvisate. Una situazione che espone la squadra a rischi evitabili.
La sensazione è che, se c’erano risorse potenziali per un’operazione offensiva importante, ci sarebbero state anche per intervenire in difesa. La scelta di non farlo è stata una decisione precisa, non una necessità assoluta. Ed è proprio questo a incidere negativamente sul voto finale.
Bilancio finale
Il mercato del Milan non è un fallimento, ma nemmeno un successo. Fullkrug è un acquisto centrato e utile, ma resta un’operazione isolata all’interno di una sessione che avrebbe richiesto maggiore coraggio e completezza.
Il voto finale di 5,5 riflette questa sensazione: il Milan ha fatto qualcosa, ma meno di quanto servisse davvero. E quando le occasioni non sfruttate superano quelle colte, l’insufficienza resta dietro l’angolo.
