Dopo la recente débâcle contro la Bosnia e la conseguente amara eliminazione nel Playoff per il Mondiale 2026, è ormai evidente che la Nazionale italiana ha bisogno di un cambiamento radicale alla guida tecnica. Le dimissioni del Presidene FIGC Gabriele Gravina, del capo delegazione Gianluigi Buffon e del Ct Gennaro Ivan Gattuso hanno aperto un nuovo capitolo, con la ricerca di un nuovo commissario tecnico che possa riportare l’Italia ai vertici del calcio mondiale. In questo articolo analizziamo cinque possibili opzioni, evidenziando punti di forza e criticità di ciascuna.
1. Il ritorno di Roberto Mancini: un’ipotesi nostalgica e vincente
Pro:
- La Nazionale di Mancini ha regalato l’ultimo grande successo, l’Europeo 2021, e un calcio esteticamente apprezzabile.
- La sua esperienza e il suo carattere potrebbero rappresentare una svolta positiva.
Contro:
- La rottura con Mancini nel 2023 ha lasciato delle ferite aperte e il suo ritorno potrebbe incontrare resistenze.
- La squadra attuale ha un’impostazione tattica diversa rispetto a quella di Mancini.
2. Roberto De Zerbi: l’italiano del possesso e del gioco offensivo
Pro:
- È tra i tecnici più innovativi in Italia, con idee di calcio basate sul possesso e il dominio territoriale.
- La sua filosofia potrebbe rilanciare un’Italia più offensiva, estetica e moderna, con la valorizzazione dei giovani.
Contro:
- Attualmente è impegnato con il Tottenham in una complicata salvezza col Tottenham ed il suo trasferimento potrebbe essere complicato.
- Nonostante la forte personalità dell’allenatore bresciano, le recenti esperienze in piazze calde hanno evidenziato una certa instabilità nella gestione dell’ambiente.
3. Antonio Conte: l’allenatore tattico e motivazionale
Pro:
- È il sogno di molti tifosi, grazie ai risultati e alla grinta che trasmette.
- La sua capacità di adattarsi e organizzare una squadra potrebbe essere un valore aggiunto. Sarebbe un ritorno in Nazionale, dove ha già ben figurato, anche oltre le aspettative, all’Europeo del 2016.
Contro:
- Problemi contrattuali con il Napoli e le sue richieste di riforme strutturali potrebbero complicare l’operazione.
- La sua mentalità e la moddalità di approccio richiedono un progetto di lungo periodo.
4. Massimiliano Allegri: il pragmatismo e la concretezza
Pro:
- È abile nel ottenere risultati concreti e massimizzare le risorse a disposizione.
- La sua esperienza in Champions League e in Italia lo rendono un profilo affidabile.
Contro:
- È legato da un contratto con il Milan e il suo approdo alla Nazionale potrebbe essere difficile da concretizzare.
- La sua filosofia potrebbe risultare troppo conservativa nell’innovazione del progetto.
5. Simone Inzaghi: continuità e valorizzazione dei giovani
Pro:
- È un tecnico che valorizza al meglio il modulo 3-5-2.
- Potrebbe rappresentare con personalità un elemento di continuità con il passato recente.
Contro:
- Il suo attuale contratto in Arabia Saudita e i costi elevati rappresentano ostacoli concreti.
- Questione quotidianità: gli automatismi calcistici del trainer piacentino potrebbero non esaltarsi ed ottimizzarsi con un lavoro ad intermittenza con i giocatori.

Il futuro dell’Italia passa anche dalla scelta del nuovo CT, che prenderà poi il posto del ‘traghettatore’ Silvio Baldini. Tra possibili ritorni, innovazioni e continuità, la Federazione, col futuro nuovo presidente eletto, dovrà valutare attentamente ogni opzione per rilanciare una Nazionale in crisi e assente da un Mondiale dall’edizione 2014. Chi sarà il prossimo allenatore degli Azzurri? Solo il tempo lo dirà.
Sandro Coppola
