Basta uno scatto.
Non servono numeri, trend o grafici.
Ronaldo. Baggio. Vieri. Cannavaro.
Tutti insieme. Tutti nello stesso campionato.
E a guardarla oggi viene spontanea una domanda:
che fine hanno fatto i fuoriclasse veri?
Quando la Serie A era il centro del mondo
C’è stato un tempo in cui il calciomercato aveva una sola direzione: l’Italia.
Qui arrivavano i più forti. Qui restavano i migliori.
Ronaldo faceva paura solo a guardarlo partire palla al piede.
Baggio accendeva lo stadio con una giocata.
Vieri viveva in area di rigore.
Cannavaro annullava chiunque, senza rumore.
Non erano promesse.
Non erano “progetti”.
Erano campioni già pronti.
Oggi spendiamo di più, ma contiamo molto meno
Il paradosso è questo:
nel calciomercato moderno circolano più soldi, ma meno personalità.
I migliori giovani partono subito.
I grandi campioni non arrivano più.
La Serie A compra, rivende, sistema i bilanci.
Ma chi accende davvero l’immaginazione?
Chi fa venir voglia di accendere la TV solo per lui?
Trovatene uno così. Sul serio.
Un attaccante con la velocità di Ronaldo il Fenomeno.
Un talento con la classe di Baggio.
Un difensore con il senso della posizione di Cannavaro.
Trovateli oggi.
Poi ditemi se la Serie A non ha perso qualcosa di enorme.
Non è nostalgia. È un campanello d’allarme.
Quella foto non parla solo del passato.
Parla del presente.
E soprattutto del futuro.
Perché il calcio può evolversi, cambiare, accelerare.
Ma senza fuoriclasse veri, nessun campionato fa più paura a nessuno.
E forse è proprio questo il problema più grande del nostro mercato. Stefano Peduzzi
