La Juventus ha già tracciato i confini entro cui potrà muoversi nel prossimo mercato invernale. Dimenticate colpi fuori scala o rivoluzioni a suon di milioni: a gennaio si farà solo ciò che i conti permettono. Nessuna spesa pesante senza prima incassare da eventuali cessioni importanti, che al momento restano tutte teoriche.
L’idea è chiara: mercato mirato, sostenibile, senza farsi prendere dal panico.
Budget limitato, priorità al centrocampo
La società bianconera ha individuato da tempo il reparto da sistemare prima di tutto: il centrocampo. A Luciano Spalletti serve un giocatore di personalità, capace di dare tempi e ordine alla manovra, alzando il livello tecnico in mezzo.
Da mesi sul taccuino della Juve c’è il nome di Granit Xhaka, profilo di esperienza e con costi ritenuti gestibili rispetto al passato. Piace anche Mendoza, altra opzione seguita da tempo, sempre nell’ottica di inserire un regista o comunque un centrocampista che sappia prendersi responsabilità con il pallone tra i piedi.
Ma tutto dovrà rientrare in una logica precisa: nessun investimento che pesi troppo sui prossimi bilanci.
Niente bis delle “grandi manovre” di un anno fa

Le dinamiche, oggi, sono cambiate rispetto al passato più recente. Da ambienti vicini a Damien Comolli trapela un messaggio netto: non sarà replicato il tipo di mercato visto un anno fa, quando a gennaio erano arrivati i prestiti di Kolo Muani e Veiga, oltre alle operazioni Kelly e Alberto Costa.
Il concetto è semplice:
- stop a catene di prestiti con promesse future difficili da sostenere
- no a impegni economici pesanti che rischino di pesare sugli esercizi successivi
- sì a colpi mirati, sostenibili e rivendibili, evitando profili senza mercato o ingaggi fuori scala
Insomma: niente fuochi d’artificio per far contenti i tifosi due mesi e poi pagarne il conto per anni.
Il ruolo di Ottolini e la nuova gerarchia tecnica
Sul piano dirigenziale, la Juventus è a un passaggio chiave. Il nome in pole per il ruolo di direttore sportivo è Marco Ottolini, ex Genoa, indicato come prima scelta nel nuovo assetto bianconero. Il suo ingresso andrebbe a completare la catena di comando attorno a Comolli, con un lavoro di squadra che coinvolgerà anche figure come Chiellini e Modesto.
Il DS dovrà muoversi dentro binari molto precisi:
- mercato intelligente, non emotivo
- niente rincorse dettate da ansia di risultato
- rispetto dei paletti economici già fissati a livello di club
Il “metodo Comolli”: niente acquisti di panico
La linea guida per gennaio è già scritta: vietato farsi prendere dalla paura.
La Juve non cercherà il nome che “sistemi tutto da solo”, ma profili funzionali, compatibili con il progetto tecnico di Spalletti e con la sostenibilità economica del club.
Le priorità:
- un centrocampista di livello, prima di tutto
- in seconda battuta, eventualmente un esterno basso
- nessuna corsa disperata last minute solo per dire “abbiamo preso qualcuno”
Tutto il resto è contorno. La vera partita, per la Juventus, sarà tenere la barra dritta: rafforzare la squadra senza tradire i numeri del bilancio. Ed è su questo che Comolli, ad oggi, resta irremovibile.
