La Juventus continua a considerare prioritario l’arrivo di un centrocampista di livello nel mercato di gennaio. Tra i profili seguiti, uno dei nomi tornati con più forza nelle ultime settimane è quello di Ederson, perno dell’Atalanta e protagonista di un rendimento di assoluto spessore.
Una pista che in estate sembrava impossibile da percorrere, ma che secondo La Gazzetta dello Sport sta tornando concreta per gennaio, complici alcune condizioni tecniche ed economiche che hanno modificato il quadro.
Spalletti vuole un centrocampista titolare: Locatelli non è più intoccabile
Luciano Spalletti ha già indicato chiaramente dove intervenire: la mediana.
L’assenza di alternative vere a Locatelli, unita all’utilizzo di Koopmeiners come difensore, ha ridotto all’osso le rotazioni nel ruolo più delicato.
Il tecnico chiede un centrocampista:
- non necessariamente un regista puro,
- capace di giocare il pallone sotto pressione,
- con qualità difensive solide,
- pronto a diventare un titolare.
Locatelli, infatti, è considerato utile ma non più un punto fermo. L’obiettivo è affiancare al centrocampo un giocatore già pronto per i livelli più alti.
Perché Ederson torna un’idea concreta
Ederson, in estate blindato dall’Atalanta, ora torna un nome “aperto” per gennaio.
La Dea aveva deciso di non valutarne la cessione dopo la partenza di Retegui e la situazione Lookman, puntando sulla sua centralità tattica.
Oggi, però, il contesto è cambiato:
- l’Atalanta è fuori dalla zona Champions con 9 punti di distacco,
- ci sono 9 squadre davanti nella corsa al quarto posto,
- la distanza dalla vetta è già di 11 punti.
Il quadro sportivo, quindi, rende meno remoto uno scenario di uscita anticipata, soprattutto se questo permettesse alla proprietà Percassi di incassare subito e programmare con largo anticipo la prossima stagione.
La condizione per gennaio: servono almeno 40 milioni
L’unico modo per convincere l’Atalanta a cedere Ederson a gennaio è presentare un’offerta seria e strutturata, che garantisca un incasso certo.
La formula possibile è una di queste:
- acquisto a titolo definitivo,
- prestito con obbligo di riscatto già fissato a giugno,
- comunque una cifra superiore ai 40 milioni.
Meno di questo, la Dea non prenderà in considerazione nulla.
Juventus tra budget e paletti UEFA: operazione complessa
Il nodo più delicato riguarda le risorse economiche.
La Juve vuole evitare di spingersi oltre i limiti imposti dal Fair Play Finanziario, che negli ultimi mesi la società sta rispettando con rigore.
Per fare una mossa così pesante servirà:
- una cessione,
- una formula creativa,
- oppure una deroga interna sul business plan, cosa già accaduta in passato quando la Champions era in bilico.
La volontà tecnica c’è, la difficoltà economica pure.
