Il progetto avviato da Urbano Cairo e dal direttore tecnico Vagnati sembra vacillare giorno dopo giorno. La scelta di puntare su Baroni, subentrato a Vanoli solo pochi mesi fa, non sta dando i frutti sperati: la squadra fatica a trovare equilibrio e i risultati non arrivano.
Il tecnico, ex Lazio e Fiorentina, è conosciuto come un allenatore pacato e aziendalista, poco incline alle polemiche pubbliche. Tuttavia, questo approccio non è bastato a mascherare le difficoltà sul campo. Anche la piazza, da tempo in rotta con il presidente Cairo, non perde occasione per manifestare la propria contestazione, individuando nella dirigenza una parte consistente delle responsabilità.
Le alternative in caso di esonero
Secondo indiscrezioni, la società starebbe già esplorando diversi profili per non farsi trovare impreparata. Una delle opzioni più immediate sarebbe il ritorno di Paolo Vanoli, ancora legato al club da un contratto fino al prossimo giugno. Questa soluzione rappresenterebbe la via più semplice dal punto di vista economico, anche se restano dubbi sulla volontà reciproca di ricongiungersi dopo un addio turbolento.
Palladino e De Rossi: suggestioni di alto profilo
Tra le ipotesi più ambiziose figurano i nomi di Raffaele Palladino e Daniele De Rossi. Il primo, attualmente alla guida della Fiorentina, era già stato sondato in passato dai granata, ma la trattativa non si concretizzò. Per convincerlo oggi servirebbe un ingaggio importante, non inferiore ai 3 milioni lordi a stagione.
De Rossi, invece, è sotto contratto con la Roma fino al 2027 e percepisce circa 6 milioni lordi annui. La sua candidatura affascina parte della tifoseria, ma rappresenterebbe per Cairo un investimento molto oneroso, difficile da sostenere senza una svolta nei risultati sportivi e nelle entrate del club.
Cairo riflette sul futuro
Il presidente granata non ha intenzione di prendere decisioni affrettate. Tuttavia, la sosta per le nazionali offre una finestra ideale per intervenire, qualora la crisi non dovesse rientrare.
Il futuro di Baroni dipenderà molto dalle prossime gare, ma è evidente che la fiducia nei suoi confronti non sia più salda come all’inizio. Tra ritorni possibili e suggestioni di prestigio, il Torino si trova davanti a un bivio cruciale: rilanciare con continuità o cambiare ancora una volta la guida tecnica.
