Juventus, Tudor verso l’esonero? Spunta l’idea Ralph Hasenhüttl, ecco quando potrebbe arrivare

Ralph Hasenhüttl

La società valuta alternative: sul tavolo anche Spalletti e Palladino, ma l’austriaco piace per metodo e mentalità europea

L’aria si è fatta pesante alla Continassa. La Juventus ha imboccato una curva pericolosa: sei partite senza vittorie tra campionato e coppe, un gioco che non decolla e uno spogliatoio che sembra aver perso certezze. Igor Tudor, arrivato per dare identità e intensità, ora rischia di non arrivare a novembre.

La deadline

La società ha fissato un punto di verifica: le prossime due gare — Real Madrid in Champions e Lazio in Serie A — saranno decisive. Nessuna scelta affrettata, ma la fiducia non è più cieca. “Servono risposte, e subito”, trapela dai corridoi bianconeri. Il direttore generale Comolli e il presidente Ferrero si aspettano una scossa che finora non si è vista.

Il casting dei possibili successori

Nel frattempo, si muove sottotraccia il solito casting. Tra i nomi che circolano, tre in particolare: Luciano Spalletti, Raffaele Palladino e Ralph Hasenhüttl.

Spalletti resta una suggestione di altissimo profilo: esperienza, carisma e la capacità di modellare squadre con identità. Ma l’ex tecnico della Nazionale avrebbe costi elevati e chiederebbe garanzie progettuali. Palladino, invece, è il profilo giovane e identitario: conosce la Juventus, ne incarna lo spirito e sarebbe una soluzione “interna”, ma con il rischio di bruciare un talento emergente in un momento turbolento.

L’outsider austriaco

Poi c’è lui: Ralph Hasenhüttl, il nome nuovo che intriga i dirigenti bianconeri. Austriaco, 58 anni, ex Southampton e Lipsia, Hasenhüttl rappresenta un’idea di calcio moderna: pressing organizzato, costruzione dal basso, grande attenzione alla preparazione atletica. È un tecnico da progetto, più che da scossa immediata, ma la Juve osserva con curiosità.
Il suo profilo piace per la capacità di lavorare con i giovani e di alzare il livello fisico delle squadre. Il suo Southampton, prima della retrocessione, era considerato una delle realtà più intense della Premier. A Lipsia, invece, ha portato il club alla prima storica qualificazione in Champions League nel 2017.

Hasenhüttl è attualmente libero e avrebbe già rifiutato alcune offerte in Bundesliga, in attesa di una chiamata “da grande club europeo”. Da qui i primi contatti esplorativi: nessuna trattativa, ma sondaggi concreti. L’austriaco sarebbe disposto a subentrare solo in presenza di un progetto chiaro e di piena autonomia tecnica.

Equilibrio o rivoluzione?

Molto dipenderà dall’esito delle prossime partite. Se Tudor riuscirà a raddrizzare la rotta, la società gli darà ancora fiducia fino alla sosta. In caso di esonero, la Juventus dovrà scegliere tra continuità italiana o svolta internazionale.
Hasenhüttl, in questo senso, rappresenta la linea di rottura: un tecnico straniero, pragmatico, metodico, distante dai soliti giri e con un’idea precisa di calcio verticale.

La Juventus è davanti a un bivio. Restare dentro la comfort zone del “progetto italiano” o affidarsi a una ventata d’aria nordica. A decidere, come sempre, sarà il campo. Tudor lo sa: Real Madrid e Lazio non valgono solo tre punti. Valgono il suo futuro.

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