Pagellone mercato Serie A: Juventus tra prudenza e occasioni mancate, ecco il nostro voto

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Il mercato della Juventus si chiude con una sufficienza stiracchiata, più concessa per necessità che per convinzione. Il club bianconero ha operato con cautela, vincolato dai conti e da una strategia improntata al controllo dei costi, ma il risultato finale lascia la sensazione di un’occasione parzialmente sprecata.

L’unico vero innesto è Holm, arrivato per fare la riserva di Kalulu. Un’operazione di copertura, utile ma non risolutiva, che non alza il livello complessivo della rosa. Allo stesso modo, il nome di Boga non scalda più di tanto: il “vero” Boga è rimasto a Sassuolo e, nonostante le esperienze successive tra Atalanta e Nizza, è difficile considerarlo oggi una nuova certezza su cui costruire.

Poche certezze nuove per Spalletti

Guardando la rosa a disposizione di Luciano Spalletti, è complicato individuare rinforzi in grado di incidere davvero. Le operazioni concluse sembrano più funzionali alla gestione dell’organico che a un reale salto di qualità. La Juventus resta competitiva, ma non esce dal mercato più forte di come vi era entrata.

Va detto che il contesto economico ha pesato in modo evidente. La Juventus non poteva permettersi un mercato di grandi investimenti e questo ha condizionato ogni scelta. Tuttavia, la sensazione è che qualcosa in più potesse e dovesse essere fatto, soprattutto in un reparto chiave.

L’attaccante mancato, vero nodo del mercato

Il grande tema del mercato bianconero è stato l’attacco. L’obiettivo era chiaro: affiancare un nuovo centravanti a Openda e David per dare profondità, alternative e maggiore affidabilità offensiva. Un’esigenza riconosciuta, ma mai realmente soddisfatta.

Il direttore tecnico Comolli ha sondato diversi profili, da Icardi a Sorloth, passando per Kolo Muani, Mateta ed En Nesyri. Tentativi esplorativi, contatti preliminari, telefonate. Nulla di più. I costi elevati e le condizioni imposte dai club proprietari dei cartellini hanno bloccato ogni possibile affondo, trasformando il casting in una lista di nomi senza seguito.

Tutto rimandato all’estate

Alla fine, la Juventus ha scelto di non forzare la mano e di rimandare ogni discorso alla prossima finestra di mercato. Una decisione che guarda già all’estate, quando il quadro sarà diverso. Vlahovic non farà più parte del progetto e anche Openda potrebbe essere messo sul mercato, aprendo così spazi economici e tecnici per una rifondazione offensiva più profonda.

È una scelta di attesa, consapevole, ma che espone la squadra a qualche rischio nella seconda parte della stagione. Senza un innesto offensivo aggiuntivo, il margine di errore si riduce e tutto passa dalla tenuta degli equilibri interni.

Bilancio finale

Il voto finale è un 6 politico. La Juventus non sbaglia, ma nemmeno convince. Il mercato è stato gestito con attenzione, senza colpi di testa, ma anche senza quella scintilla che avrebbe potuto cambiare il volto della squadra. Un mercato interlocutorio, figlio delle circostanze, che rimanda i veri giudizi all’estate.

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