Il Real Madrid volta pagina nel momento più delicato della stagione. La sconfitta in Supercoppa contro il Barcellona ha chiuso l’esperienza di Xabi Alonso, arrivato in estate per raccogliere l’eredità di Ancelotti. La società ha scelto la continuità interna: Álvaro Arbeloa è il nuovo allenatore delle Merengues e debutta subito, questa sera, in Coppa del Re contro l’Albacete.
Perché è finita con Xabi Alonso
Il bilancio sportivo non è stato disastroso, ma nemmeno all’altezza delle aspettative del Bernabéu. Il distacco dal Barcellona in Liga, il rendimento altalenante in Champions e soprattutto un rapporto mai davvero solido con lo spogliatoio hanno pesato più dei risultati. La Supercoppa era l’ultima occasione: persa quella, la separazione è diventata inevitabile.
Dalla cantera alla prima squadra
Arbeloa viene promosso direttamente dal Castilla. È una scelta di identità, prima ancora che tecnica. Il suo calcio punta su possesso palla prolungato, attacco posizionale, molti uomini tra le linee e terzini a tutta fascia. Un’idea moderna, già vista nelle giovanili, che ora dovrà reggere l’urto della prima squadra.
Come può giocare il Real di Arbeloa
Ci si aspetta un Real più ordinato, meno verticale rispetto al recente passato. Terzini molto alti, densità centrale e costruzione paziente. Non una rivoluzione immediata, ma un’impronta chiara, pensata per dare equilibrio e controllo in una fase della stagione ancora apertissima.
Le prime parole e la pressione
“È un sogno che si avvera”, ha detto Arbeloa. Ma il sogno dura poco se non arrivano risultati. A Madrid il tempo non esiste: ogni partita è un esame. E il primo inizia subito.
